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Questa iniziativa nasce da un timore e da un’esigenza.Il primo deriva dal sentirci oggetti dell’operazione di impoverimento , umanistico e culturale, portato avanti con mezzi di cui avvertiamo la forza persuasiva e a volte trascinante che può condurre,per pigrizia e assuefazione,all’alienazione della nostra personalità.
L’esigenza,invece,è quella di contrastare questa operazione, di intraprendere un esame critico e di vigilare su noi stessi,almeno per accorgerci del progressivo slittamento verso il pensiero unificato e reagire di conseguenza.
Può sembrare una posizione non imparziale quella di orientare in maniera più decisa le nostre difese su un ambito politico più che su un altro, ma bisogna riconoscere che ormai le offensive sono schierate prevalentemente da quella parte dove il potere viaggia con il denaro.
Qui l’ambiente è seducente,scintillante,con una prospettiva edonistica che fa leva sulla nostra debolezza,illudendoci di poter partecipare,tutti,alla festa,senza accorgerci che pochissimi sono gli invitati con diritto d’ingresso,mentre la moltitudine rimane sulla strada a contemplare dall’esterno i suoi idoli di vetro.